E sono 250...
Non mi abituerò mai a questi numeri, ogni record è un'emozione, sempre. Come ogni gol segnato. Ad emozionarmi non è tanto il traguardo raggiunto - perché per quanto sia importante, continuo a considerarlo una tappa - ma soprattutto quello che c'è dietro, la strada che ti porta a raggiungere certi risultati. Duecentocinquanta gol ( o 251...?!) sono tanti. Per un attaccante, sono importantissimi. Anche se non sono tutto, non devono esserlo, perché prima viene la squadra e il risultato. Non è una frase fatta, è l'unica via che ti porta a vincere.
Me li ricordo tutti, i miei gol, sono affezionato a ciascuno di loro,al punto che a volte quando mi chiedono di sceglierne alcuni in particolare, mi sembra di fare torto agli altri! Mi ricordo tutte le esultanze, tutti gli abbracci. E allora, arrivati al duecentocinquantesimo, voglio abbracciare io tutti quelli che hanno esultato, in campo al mio fianco, così come a migliaia di chilometri di distanza. Grazie soprattutto a chi mi sarebbe stato vicino anche se non fossi arrivato a 250, ma mi fossi fermato al primo. Sono felice che abbiate gioito con me, e vi assicuro che vi ho sentiti, tutti... Ma adesso non dobbiamo fermarci qui, perché sono sempre più convinto che il gol più bello, così come la vittoria più bella, sia quello per cui devo ancora sudare, quello che arriverà domani.
Alessandro
dal sito
ufficiale
Premetto che ho esaurito ormai le parole per esprimere quello che provo per quest'uomo, anche perchè non riesco a tenere il ritmo straordinario con cui continua a sbriciolare traguardi e ogni cosa che dico oggi diventa obsoleta domani, perchè lui è così, trova sempre il modo di stupirmi... solo due anni fa eravamo all'inferno e a 200 e ora sono 250... copio qua questo bell'articolo che ho trovato:
Alessandro Del Piero è un romanzo
, la storia della Juve. Alessandro Del Piero è un re. I sudditi aspettano. Eccolo quel gol che non voleva arrivare, dopo il penalty regalato a Iaquinta contro il Chievo e gli errori di San Pietroburgo. Stavolta il re il rigore lo tiene tutto per sè. Nevica, è il 29’ della ripresa. Lui, il sovrano, accarezza il pallone e il palato del popolo, poi sbatte il 4-0 alle spalle di Campagnolo. Puff. La rete si gonfia: 250. Il campo è bianco. Poesia. «È una bellissima sensazione, sono orgoglioso di questo record. Vuol dire che ho fatto bene, i gol sono la misura del lavoro di un attaccante. Ma deve essere una tappa e non un traguardo, ce ne saranno ancora tanti».
Duecentocinquanta. Ci vogliono 17 lettere per scriverlo e qualche secondo per pronunciarlo, quel numero enorme, figuriamoci quanto ci vuole a farli, 250 gol con la stessa maglia. Del Piero può rispondere: 15 anni, 2 mesi, 10 giorni e 74 minuti. Il capitano è come una macchina del tempo. L’ha attraversato e riempito, conquistandolo gol dopo gol, cadendo e resuscitando. Dalla Reggiana alla Reggina, dal 19 settembre 1993 al 29 novembre 2008, ieri, sono passati 5.551 giorni. Una vita in 250 scatti, da quel sinistro al volo col numero 16 sulle spalle a questo rigore, il 51° in carriera, che rilancia la Juve nella corsa scudetto. «Oggi starò con mio figlio Tobias, ma un’occhiata al risultato di Inter-Napoli la darò». Lui ci crede, eccome. Il 2008 è già il suo anno migliore, con 26 centri. «È nella fase più dolce della carriera», spiega Ranieri. Alex risponde con parole al miele: «La sua stima mi fa piacere. Non c’è mai stata rottura con l’allenatore, a volte le cose vanno peggio e altre meglio, tutto qui».
Alessandro Del Piero è una sonda spedita tanto tempo fa a esplorare l’universo della Juve: è arrivato dove mai nessuno è stato prima. Quand’è partito, l’Italia e il mondo erano una cosa. Oggi sono un’altra. Nel 1993 Berlusconi non era ancora entrato in politica e Internet era appena nato, lui segnava già. A ogni passo, una scoperta, a ogni prodezza un nuovo limite, finché ci sarà energia. Quanto durerà? La speranza è arrivare a giocare nel nuovo stadio, pronto nel 2011/2012. Quota 300 gol. «Dipende da me e dalla Juve, si vince e si perde come squadra. Ho esultato di più per l’1-0 che per il mio 4-0».
Alex Del Piero è insaziabile. S’è già intascato tutti (o quasi) i record della casa. Il gol numero 250 è speciale, anche se non lo sono stati né la notte né l’avversario. Del resto, non ha mai invitato ospiti di grido ai suoi compleanni: il 50° l’ha infilato nella porta del Bari, il 100° al Venezia, il 150° al Siena e il 200° al Frosinone, in serie B, il 28 ottobre 2006. Quest’uomo ha segnato a 70 squadre, ha gioito in 45 città, da Torino a Tripoli a Tokyo dov’è diventato campione del mondo (1-0 al River Plate, 26 novembre 1996) «gol che non dimenticherò mai». Era il 33° della serie. «Il più caro, forse, ma ce ne sono tanti altri, legati al prestigio, a un partita, a un momento». Eppure non vuole fermarsi. Insegue un sogno. Il suo.
di Jacopo D'Orsi da
lastampa.it