Our hopes and expectations... black holes and revelations
Leggevo il tuo libro, un pò di tempo fa, caro Alessandro. Leggevo tutto l'amore che hai sempre provato per la Nazionale, un pò non ti capivo, e un pò ti ammiravo ancora di più.
Sognavi un successo con la Nazionale, più di ogni altra cosa. Alla fine l'hai ottenuto, e questo era uno dei pochi motivi per i quali quel successo, in quel particolare momento, mi fece felice.
Avevi avuto tutto, dicevi. Un tifoso juventino, innamorato del calcio, che diviene bandiera e capitano bianconero. Mancava solo una cosa, e la desideravi come nient'altro. Ecco spiegata, forse, la tua infinita disponibilità per la Nazionale.
Qualificazioni? Sempre presente. Qualcun altro, guarda il caso, aveva sempre infortuni un pò così, quando c'era da giocare in Moldavia e non con il Brasile. Tu no, sempre presente.
C'era da fare l'esterno sinistro, o magari il terzino? Ok, presente. Va bene lo stesso. E poco importa se il giorno dopo l'altra Italia, quella che odia la Juve, e quindi non perdona niente al giocatore che più lo rappresenta, riparte con le solite critiche, con il Del Piero finito, con il Del Piero in campo perchè juventino, quando sarebbe meglio Baggio, Totti, Inzaghi, sarebbe meglio Cassano, e magari, perchè no, anche Di Natale e Quagliarella.
Gli Europei del 2000, la scusa per quella Italia per prendersi finalmente la sua rivincita contro un campione senza macchia. Due gol sbagliati in finale? L'Europeo è perso per colpa tua. Lo pagherai tutta la carriera, caro Alessandro. Ancora adesso, te lo rinfacciano anche alcuni juventini. Poco importa se avevi fatto il terzino 3 giorni prima per tutta la partita, se in quella eri di nuovo partito dalla panchina, se sei stato sempre in discussione. Poco importa se non esiste un giocatore in attività che in Nazionale ha segnato quanto te.
Ne hai subite tante, eppure quanto ci tenevi.. Il gol col Messico, il gol della nazionale per cui ho esultato di più in vita mia. Con la Corea tu c'eri, poi, finchè si vinceva. Poi ti hanno tolto, hanno messo Gattuso, e si è perso. Poco importa: Del Piero, altra delusione. Suona bene come titolo, no?
Il dogma è questo, e allora così sia. Del Piero in nazionale delude, è colpa sua.
Poi i mondiali 2006. Giochi poco, fai un gol fantastico, non tradisci nei rigori in finale, finalmente alzi la Coppa. Rido con te. Rido per te, io, in quel momento.
Eppure niente, non ti bastava. Anche l'Europeo, con un Donadoni che ti preferisce l'esterno dell'Udinese, anche se tu sei il capocannoniere del campionato, giocando da seconda punta.
Prima Di Natale, poi la battaglia dei fenomenali media italiani per Cassano. Caro Alessandro, non avevi fatto miracoli, contro la Romania. Quindi, colpa tua. Rieccoci, allora: Del Piero, altra delusione. Cassano. Vogliamo Cassano. Uno che evidentemente ha dimostrato più di te.
Non si sa quando, non si dove, ma evidentemente è così, visto che volevano tutti Cassano. E Cassano è stato. Dribbling a metà campo, poca voglia di sacrificio. Il solito Cassano, insomma.
Delude, e allora esce. Ma mica tocca a te, ci mancherebbe. Tocca a Di Natale. Nullo. Non è un caso se a 31 anni giochi ancora nell'Udinese, nonostante tutto.
E allora basta, caro Alessandro. Hai quasi 34 e la Nazionale, davvero, non ti merita più.
A te, con amore e riconoscenza, i miei infiniti ringraziamenti. Non da juventino, questa volta ma da italiano. Per la grande dimostrazione di amore per la Nazionale, anche se in cambio hai ottenuto solo veleno. Guarda orgoglioso le tue cifre, le tantissime partite, i tantissimi gol, quello splendido trofeo che desideravi tanto.
E allora grazie ancora, caro Alessandro, ma adesso torna a casa.
C'è una Coppa da alzare, con la maglia più importante.
di Massimo Zampini
Io, personalmente, non ne posso veramente più di dualismi, colpe, delusioni, panchine, rigori e cazzi vari. Sono esausta ed esasperata. Voglio poter pensare solo alla Juve, a casa. Non avrei retto al rigore, lo so. Eppure mi dispiace lo stesso, perchè non è giusto che finisca così... per lui, perchè tutto il baraccone non se lo merita uno come lui, e lui non si merita di essere trattato così. Non posso più sopportare di assistere a certe cose.





















